Area Clienti

Banca Capasso Antonio

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Governance

BANCA CAPASSO ANTONIO S.P.A.

Sede Sociale
Piazza Termini, 1 – 81011 Alife (CE)

Sede legale, Presidenza e Direzione centrale
81011 Alife (CE), Piazza Termini, 1

Capitale sociale e riserve al 31.12.2016 euro 32.872.623,00

Codice ABI 03047.8 – Codice Fiscale, Partita IVA e n. iscrizione Registro Imprese di Caserta 00095310611

Iscritta all’Albo delle Banche al n. 543.9.0

Aderente al Fondo Interbancario di tutela dei Depositi – Aderente al Fondo Nazionale di Garanzia

 

STRUTTURA DI GOVERNO

La Banca Capasso Antonio S.p.A. adotta il modello di governo societario tradizionale di amministrazione e controllo.

Il modello di governance è composto da:

  • Consiglio di Amministrazione (funzione di supervisione strategica)
  • Amministratore Delegato (funzione di gestione)
  • Collegio Sindacale (funzione di controllo)

Da sempre la struttura organizzativa della Banca Capasso Antonio S.p.A. riflette anche la sua modalità operativa: semplice, snella e funzionale.

Il sistema delle deleghe prevede un’equa ripartizione tra gli Organi preposti al funzionamento della Banca e viene aggiornato al variare delle condizioni interne ed esterne. I regolamenti riflettono il contenuto grado di complessità dell’operatività e vengono aggiornati in concomitanza di eventi che modificano i parametri operativi.

Ulteriore informativa sugli assetti organizzativi e di governo societario adottati dalla Banca si trova nello statuto sociale.

Nello specifico la struttura organizzativa della Banca Capasso Antonio S.p.A. si articola in una Direzione centrale nella quale confluiscono la Rete Commerciale, l’Area Crediti, l’Area Amministrazione, Contabilità e Tesoreria, l’Area Organizzazione, Sistemi Informativi e dei Pagamenti e la Sezione Trasparenza. Ogni Area è retta da un responsabile. Alla Rete Commerciale fanno capo le tre filiali, ognuna retta da un Titolare.

La Banca Capasso Antonio S.p.A. si colloca nella categoria di banca di minori dimensioni o complessità operativa in quanto avente attivo inferiore a 3,5 miliardi di euro.

 

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione è l’Organo cui compete la funzione di supervisione strategica; delibera sugli indirizzi di carattere strategico e gestionale della Banca e sul sistema degli obiettivi di rischio; valuta la completezza, l’adeguatezza e la funzionalità e affidabilità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile.

Ai sensi dell’articolo 14 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria. Ad esso sono conferite tutte le facoltà per l’attuazione ed il raggiungimento degli scopi sociali, che non siano per legge e/o per Statuto riservate tassativamente all’Assemblea dei soci.

Il Consiglio di Amministrazione in carica è composto da cinque membri, due dei quali dotati dei requisiti di indipendenza. I profili, le competenze e le professionalità dei singoli Consiglieri sono stati oggetto di un processo di valutazione; la composizione del Consiglio di Amministrazione nel suo complesso risulta funzionale e adeguata alle esigenze di governo della Banca e riflette un appropriato grado di diversificazione in termini, tra l’altro, di competenze, esperienze, età, e genere.

L’organo investito della funzione di gestione è l’Amministratore Delegato.

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AMMINISTRATORE DELEGATO

All’Amministratore delegato ai sensi dell’art. 15 dello statuto spetta la responsabilità dell’attuazione degli indirizzi strategici e della gestione aziendale, che cura avvalendosi del Direttore centrale. L’Amministratore delegato, sempre per effetto dell’art. 15, oltre a provvedere alla esecuzione delle delibere del Consiglio di Amministrazione e sovraintendere alle attività della Banca:

  • definisce e cura l’attuazione del processo di gestione dei rischi;
  • definisce e cura l’attuazione del processo (responsabili, procedure, condizioni) per approvare gli investimenti in nuovi prodotti, la distribuzione di nuovi prodotti o servizi ovvero l’avvio di nuove attività o l’ingresso in nuovi mercati;
  • definisce e cura l’attuazione della politica aziendale in materia di esternalizzazione di funzioni aziendali;
  • definisce e cura l’attuazione dei processi e delle metodologie di valutazione delle attività aziendali, e, in particolare degli strumenti finanziari; ne cura il loro costante aggiornamento;
  • definisce i flussi informativi interni volti ad assicurare agli organi aziendali e alle funzioni aziendali di controllo la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio e la verifica del rispetto del sistema degli obiettivi di rischio;
  • nell’ambito del sistema degli obiettivi di rischio, se è stata definita la soglia di tolleranza, autorizza il superamento della propensione al rischio entro il limite rappresentato dalla soglia di tolleranza e provvede a darne pronta informativa al Consiglio di Amministrazione, individuando le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l’obiettivo prestabilito;
  • pone in essere le iniziative e gli interventi necessari per garantire nel continuo la completezza, l’adeguatezza, la funzionalità e l’affidabilità del sistema dei controlli interni e porta i risultati delle verifiche effettuate a conoscenza del Consiglio di Amministrazione;
  • predispone e attua i necessari interventi correttivi o di adeguamento nel caso emergano carenze o anomalie, o a seguito dell’introduzione di nuovi prodotti, attività, servizi o processi rilevanti;
  • dà attuazione al processo di valutazione aziendale dell’adeguatezza patrimoniale e di liquidità;
  • con specifico riferimento ai rischi di credito e di controparte, in linea con gli indirizzi strategici, approva specifiche linee guida volte ad assicurare l’efficacia del sistema di gestione delle tecniche di attenuazione del rischio e a garantire il rispetto dei requisiti generali e specifici di tali tecniche.

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COLLEGIO SINDACALE

La funzione di controllo è affidata al Collegio Sindacale, al quale tra l’altro, in conformità alle disposizioni di Vigilanza, è attribuito il compito di vigilare nei confronti della Banca:

  • sull’osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie;
  • sulla corretta amministrazione;
  • sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, e sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sulla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del Sistema dei Controlli Interni, anche per gli effetti dell’art. 19 del D. Lgs. n. 39/2010, e del risk appetite framework (RAF);
  • oltre che sugli altri atti e fatti previsti e precisati dalla Legge, adempiendo a tutte le funzioni che gli sono demandate nel rispetto della relativa disciplina normativa.

Il Collegio Sindacale accerta, in particolare, l’efficacia e l’adeguato coordinamento di tutte le funzioni e strutture coinvolte nel Sistema dei Controlli, ivi compresa la società incaricata della revisione contabile della Banca, il corretto assolvimento dei loro compiti, promuovendo, se del caso, gli opportuni interventi correttivi.

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DIREZIONE CENTRALE

Ai sensi dell’art 20 dello statuto sociale La Direzione è composta dal Direttore Centrale che è nominato dal Consiglio di Amministrazione. La deliberazione concernente la nomina e la revoca del Direttore Centrale è assunta dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza dei suoi membri in carica.

Il Direttore Centrale è il capo del personale della Banca, ha il potere di proposta in materia di assunzione, promozione, provvedimenti disciplinari e licenziamento del personale, ed esercita le proprie attribuzioni nell’ambito dei poteri conferiti dal Consiglio di Amministrazione.

Ai sensi dell’articolo 21 dello statuto sociale il  Direttore Centrale è investito dei poteri operativi conformemente a quanto previsto dai regolamenti interni/operativi; provvede allo svolgimento delle operazioni e dei servizi della Banca.

Il Direttore Centrale cura l’attuazione delle direttive di gestione dell’Amministratore Delegato e lo assiste nell’attuazione degli indirizzi strategici e della gestione aziendale.

Il Direttore Centrale prende parte alle adunanze del Consiglio di Amministrazione, con parere consultivo, ed assiste, se invitato, alle Assemblee dei Soci.

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AZIONARIATO

Azionariato

 

 

LO STATUTO

 

 

INFORMAZIONI SUL GOVERNO SOCIETARIO

Le Operazioni con Soggetti Collegati

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Capasso Antonio S.p.A. ha approvato il “Regolamento Operazioni con Soggetti Collegati” in attuazione delle disposizioni di vigilanza di cui al Titolo V, Capitolo 5, della Circolare Banca d’Italia del 27 dicembre 2006, n. 263, previo parere favorevole espresso dal Collegio Sindacale e dagli Amministratori Indipendenti.

Obiettivo delle menzionate disposizioni, è quello di presidiare il rischio che l’eventuale vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca Capasso Antonio S.p.A. possa compromettere l’oggettività e l’imparzialità delle decisioni relative alle transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della Banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati nonché generazione di potenziali danni per gli azionisti e per gli stakeholders.

 

Politiche di remunerazione e incentivazione

La Banca Capasso Antonio S.p.A. adotta un modello di business tradizionale che limita significativamente, rispetto ad altre istituzioni finanziarie, l’assunzione dei rischi e persegue, con la politica retributiva, finalità di sana e prudente gestione, in linea con i principi di equità, nei confronti dei prestatori di lavoro, e di stabilità nei riguardi dell’azienda, in un’ottica di lungo periodo.

La Banca Capasso Antonio S.p.A., coerentemente con gli obiettivi e la cultura aziendale ed in conformità alle norme vigenti, si è dotata di una Policy di remunerazione e incentivazione.

 

Informativa al pubblico prevista dalla normativa di vigilanza in tema di governo societario redatta ai sensi della Circolare n° 285 del 17 dicembre 2013 “Disposizioni di vigilanza per le banche” 1° aggiornamento del 26 maggio 2015

 

Il Modello Organizzativo D.LGS 231

Il Decreto Legislativo 231/2001 ha introdotto un complesso e innovativo sistema sanzionatorio prefigurando forme di responsabilità degli enti per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti che rivestono una posizione apicale nella struttura dell’ente stesso ovvero soggetti sottoposti alla loro vigilanza.

 

Il Codice Etico

Il Codice Etico contiene l’insieme dei doveri e delle responsabilità che la Banca Capasso Antonio S.p.A. attribuisce a tutti coloro che operano al suo interno e che sono, quindi, “portatori del suo interesse”, ed è parte integrante del Modello adottato dalla Banca, contenendo, tra l’altro, i principi generali e le regole comportamentali cui la Banca riconosce valore etico positivo ed a cui devono conformarsi tutti i destinatari del Codice.

La Banca Capasso Antonio S.p.A.:

  • favorisce gli appartenenti alle Comunità locali nelle operazioni e nei servizi della stessa, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. Inoltre, si distingue per il proprio orientamento sociale.
  • la Banca Capasso Antonio S.p.A. persegue la sobrietà come stile di vita teso a soddisfare i bisogni fondamentali di ciascuno, per cui le scelte sono orientate dalla consapevolezza che la ricerca del bene comune, in un progetto di economia sostenibile, richiede un cambiamento imperniato sul contenimento dei consumi di merci e di risorse, in particolare delle energie di fonti non rinnovabili, sulla valorizzazione del saper fare, sulla ricerca della qualità rispetto alla quantità e sull’adozione di modalità di scambio non esclusivamente monetarie e mercantili, incentivanti il dono e la reciprocità.
  • la Banca nell’esecuzione dei contratti che la impegnano nei confronti dei propri stakeholder persegue la DILIGENZA, senza sfruttare condizioni di ignoranza o di ritardo nelle verifica della qualità del contratto. Qualora il contratto con qualche stakeholder debba essere rinegoziato a causa dell’emergere di eventi non previsti, tale rinegoziazione deve avvenire nello spirito del contratto iniziale, così che eventuali costi e benefici siano ripartiti in modo equo, cioè reciprocamente accettabile, senza sfruttare posizioni di vantaggio che possano essersi nel frattempo costituite.

 

 

Il Codice di Autodisciplina dell’Associazione Bancaria Italiana

Il Codice di autodisciplina si compone di quattro parti. La prima concerne i comportamenti degli esponenti aziendali, dei dipendenti e collaboratori in genere, degli intermediari, nello svolgimento delle attività concernenti i servizi di investimento e quelli accessori. La seconda riguarda l’organizzazione interna degli intermediari, con particolare riferimento al trattamento delle informazioni confidenziali, ai controlli interni ed alla formazione dei dipendenti e collaboratori. La terza parte concerne i rapporti con gli investitori, per i quali si dettano poche norme ad integrazione dell’ampia ed esauriente disciplina pubblica di tali rapporti. La quarta contiene norme di attuazione e finali.

 

 

BILANCI

 

PILLAR III Informativa da parte degli Enti ai sensi del Regolamento (UE) n. 575/2013

 

COMPLIANCE

 

RATING DI LEGALITA

Come previsto dall’art. 6 del Decreto MEF – MISE n. 57 del 20 febbraio 2014, si segnala che, anche per il 2016, nell’ambito delle attività creditizie svolte dalla Banca Capasso Antonio spa, nessuna società cliente ha presentato la documentazione idonea a ottenere migliori condizioni nell’ambito dell’attività di istruttoria e di contrattazione svolta dalla banca e, pertanto, tale aspetto non ha influito sui tempi e/o sui costi di istruttoria né sull’applicazione di migliori condizioni economiche per la concessione del finanziamento.

AVVISI OBBLIGATORI

Informativa al pubblico Stato per Stato ai sensi della Circolare n° 285 del 17 dicembre 2013 “Disposizioni di vigilanza per le banche” 4° aggiornamento del 17 giugno 2014

 

 

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