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Monte Miletto

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Archivio fotografico Banca Capasso Antonio S.p.A – Foto di Roberto Gaetano

Monte Miletto è la vetta più alta dei monti del Matese (2050 m s.l.m.). È situata all’incrocio di quattro creste e divide le regioni Campania e Molise.

La vetta è priva di vegetazione arborea. Dalla cima è visibile tutta la valle del medio Volturno, i monti Trebulani, il massiccio del Taburno-Camposauro, il Vesuvio e i monti Lattari con la penisola Sorrentina. Verso nord-ovest lo sguardo spazia sul gruppo delle Mainarde, sui monti della Meta, sul massiccio della Maiella, sul Gran Sasso, sulla catena dei Simbruini e su monte Velino. Dalla cima si possono ammirare paesaggi mozzafiato. Colamonico così narrava le sue emozioni: “Dominare con lo sguardo tutto il Matese costituisce uno dei godimenti più grandi dello spirito e riassume le emozioni di una delle ore più intensamente vissute di tutta la vita”. D. B. Marrocco, invece, così ha descritto l’aurora e il tramonto visti dal Miletto: “nelle ore antelucane la luce si annunzia nel lontano Oriente come una striscia sterminata d’un bianco spettrale, mentre ad Occidente tutto è nero e brumoso. Poi l’alba colora l’Oriente di viola e di porpora, finché attraverso una fascia di nebbie, appare senza raggi il globo purpureo del sole, e sotto gli risplende per poco l’oro dell’Adriatico. Il tramonto mostra il mare Tirreno, e specie il golfo di Gaeta, come una gran massa d’oro, finché tante sfumature di tinte vanno attenuandosi via via nel crepuscolo”.

La prima ascensione invernale venne effettuata da Beniamino Caso, Achille Del Giudice e Gennaro Gaetani di Laurenzana il 27 gennaio 1882.

È possibile raggiungere la vetta tramite una seggiovia che ha come base Campitello Matese oppure a piedi tramite dei sentieri. Il sentiero CAI 13-D, richiede maggiore allenamento ma è forse quello più interessante. Si tratta infatti di una escursione di una giornata e il dislivello, per raggiungere la cima, è di circa 1.050 metri.

Dalla chiesetta di San Michele (q. 1015 m), si segue la traccia n° 13-D che si inerpica all´interno del Vallone San Massimo. Dopo un tratto iniziale di salita, si prosegue dapprima sul lato sinistro del vallone, con brevi passaggi in aree boscose, e successivamente sul lato destro. Superato il primo bivio per la vicina vetta del La Gallinola seguendo la traccia sinistra (q. 1272 m), si continua ad avanzare in direzione Nord fino a sbucare nell´alta Valle dell´Esule (q. 1430 m). Da qui in poi la vegetazione arborea inizia a scarseggiare, rendendo a volte difficoltosa l´individuazione dei segnavia durante l´attraversamento dei tratti erbosi.
Il percorso prosegue ora a Nord Ovest, risalendo il pendio Sud Est del Colle del Monaco fino a raggiungere un piccolo pianoro carsico dotato di inghiottitoio (q. 1562 m). Da qui si procede ancora a Nord Ovest. Oltrepassata una piccola baracca di lamiera metallica (q. 1700 m), e superato una coppia di tornantini, si raggiunge la selletta Forca di Cane (q. 1900 m), che separa il Miletto dal Colle Tamburo. Il sentiero piega ora bruscamente a Nord Est, con andamento serpeggiante, e risale la cresta Sud Ovest fino al pianoro glaciale posto alla base della vetta (q. 2001 m). Infine, si percorrono gli ultimi metri di dislivello seguendo i bollini segnavia (direzione Est) fino alla grande croce metallica del Miletto.

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