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San Gregorio Matese

San Gregorio Matese

Archivio fotografico Banca Capasso Antonio S.p.A – Foto di Roberto Gaetano

Piccolo comune montano di circa 800 abitanti, rappresenta una delle principali  porte di accesso al Matese.

Il paese prende il nome da un’antica chiesa benedettina, dedicata al culto di San Gregorio, definitivamente crollata agli inizi del settecento. Il sito fu abitato probabilmente già nell’VIII secolo e fino al 1748 fu casale di Piedimonte d’Alife. E’ patria di Beniamino Caso (1824-1883), botanico e patriota, pioniere del Matese; di Gaetano Del Giudice (1816-1880) deputato e Governatore della Capitanata; di Achille Del Giudice (1819-1907) deputato e senatore del Regno nonché di Maria Maddalena De Lellis (1835-1908) brigantessa del Matese, nel periodo successivo all’unità d’Italia.

Ottima la produzione di formaggio da ovini selezionati che pascolano sui pianori carsici nei dintorni del Lago del Matese.

Di grandissimo interesse naturalistico sono le vette e le valli carsiche della parte centrale del massiccio del Matese, quasi tutte ricadenti nel territorio del comune di San Gregorio Matese. Tra gli ipogei carsici più importanti va ricordato il sistema sotterraneo di Campo Braca che alimenta la sorgente del Rifreddo, tributario del Lago del Matese, una delle principali aree umide dell’Appennino. Il fondo è stato stabilizzato a scopo idroelettrico, mediante la costruzione di dighe, negli anni ’20 dalla Società Meridionale dell’Elettricità, che hanno innalzato il livello del lago e convogliato le acque attraverso condotte forzate ad una centrale ubicata ai piedi del monte Cila, nell’abitato di Piedimonte Matese.

Il Lago, la cui profondità massima è di circa 6 metri, è contornato da canneti che offrono un ottimo riparo a numerosi uccelli stanziali e migratori.

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