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Georgia

All’uscita di un tunnel, senza alcun preavviso, ci ritroviamo difronte la frontiera con i suoi personaggi loschi, i suoi poliziotti e una nave militare che fa la ronda in acqua nel caso qualcuno tenti di passare a nuoto.

Georgia

23 Giugno 2015

Georgia – di Cyclolenti

All’uscita di un tunnel, senza alcun preavviso, ci ritroviamo difronte la frontiera con i suoi personaggi loschi, i suoi poliziotti e una nave militare che fa la ronda in acqua nel caso qualcuno tenti di passare a nuoto.

Bibine e Blanquette, le nostre bici, sono pronte per i controlli. Tiph passa senza problemi. « Dove sei nato ? Quando ? Quanto sei alto ? » mi chiedono alla frontiera per assicurarsi che sia veramente io quello della foto sul passaporto. Non mi riconoscono. In effetti sebbene la foto sia di soli due anni fa, barba e capelli lunghi mi rendono quasi irriconoscibile. Mi alzo i capelli per mostrare le orecchie. « Guardatemi il naso » dico loro, quello è inconfondibile e non è cambiato. « ok, ok » un timbro, un sorriso e posso finalmente oltrepassare la linea immaginaria che divide i due Stati. L’orologio va avanti di un’ora, dalle Lire si passa ai Lari, chiese ortodosse sostituiscono le moschee, qui sigarette e l’alcool sono venduti ovunque, in gran quantità e a prezzi ridicoli, le auto sgommano e accelerano all’impazzata in gesti d’improvvisa euforia, i capelli sono ora  di un biondo russo così come i tratti somatici della gente. Grattacieli, insegne luminose, casinò, locali di strip-tease….giù i veli, fuori le tette, güle güle Turchia, benvenuta Georgia, siamo a Batumi!

Pedaliamo tra un misto di palazzoni in stile sovietico e scintillanti edifici moderni appena costruiti. Non è un caso che una città del genere nasca proprio vicino al confine. Reprimi questo, reprimi quest’altro e tutti i turchi vengono a qui, alla Las Vegas del Mar nero, come la chiamanno loro, a darsi alla pazza gioia. A piazza d ‘Europa, le ferrari e le lamborghini si parcheggiano lungo gli hotel lussuosi mentre un gruppo manifesta per la legalizzazione della marijuana proprio di fronte. Scopriamo il gerogiano, il suo alfabeto e la sua pronuncia : « გამარჯობა » si legge gamargiobà e significa ciao, poi per chiedere dell’acqua bisogna essere capaci di pronunciare « tskali » o riuscire a scriverlo nella loro lingua წყალი  mi preparo a morire di sete…

Un bagno nel mar nero e poi via a gambe elevate, ce ne andiamo a praticare il georgiano sugli alpeggi dell’Agiaria.

È quasi sera e al primo cenno di pioggia  siamo accolti da una famiglia del posto. « Accomotatevi » ci dice il padre. Le bici vanno dritto dritto in garage e noi su, al primo piano, davanti ad una tazza di caffè e dolci fatti in casa. Qui tutti conoscono Celetanto, i suoi film e le sue canzoni, sanno perfino le parole a memoria. Dachi, il nipote, ci fa da interprete in inglese. A tavola si materializza una mini caraffa colorata, contiene del chacha, la grappa georgiana. Partono i brindisi e l’atmosfera è allegra e disinvolta, i ragazzi suonano, i bambini ballano, gli adulti cantano !

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