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Le dimensioni non contano, campionato del mondo di automodellismo

Mi chiamo Francesco Eboli e pratico l’automodellismo dall’età di 12 anni. Tutto ebbe inizio nel cortile e nel parchetto sotto casa…

Le dimensioni non contano, campionato del mondo di automodellismo

20 Febbraio 2018

di Francesco Eboli

L’occasione era quella giusta, da non sprecare, un mondiale nel nostro paese su una delle mie piste preferite dopo aver concluso una delle migliori stagioni della mia carriera. Mi chiamo Francesco Eboli e pratico l’automodellismo dall’età di 12 anni. Tutto ebbe inizio nel cortile e nel parchetto sotto casa. Senza rendermene conto, con il passare del tempo, passai dal cortile alla pista con campionati regionali, italiani e internazionali fino ad arrivare all’evento più importante, il campionato del mondo. È difficile descrivere quel momento, l’incertezza della scelta delle gomme, la tensione allo scocco del semaforo verde, gli ultimi minuti di gara che quanto sei in testa sono interminabili. A differenza di qualsiasi altro sport motoristico, l’automodellismo crea un legame diverso tra te e la macchina, la messa a punto, la regolazione dell’assetto, ogni settaggio veniva fatto da me, con attenzione e cura in ogni minimo dettaglio, passando notti insonni in garage o nel mio caso nella piccola cantina di casa.

Dopo aver accumulato 10 anni di esperienza in questo campo, con buoni risultati, ebbi l’occasione di partecipare al campionato del mondo in Italia dove, i piloti sono tra i migliori al mondo come anche i motori. Per me era un sogno che si realizzava, gareggiare contro i piloti più forti del mondo per misurare appieno le mie capacità. Ebbi l’onore di incontrare tra gli ingegneri più quotati dell’automodellismo nonché quelli che avevano prodotto il mio auto-modello.

Dopo mesi di preparazione giunse il momento, 10 interminabili giorni per decretare il più forte al mondo tra 150 partecipanti, i migliori di ogni nazione e tra loro c’ero anche io. La mia partecipazione è stata possibile oltre all’esperienza accumulata ma soprattutto al supporto della mia famiglia, in particolare mio padre, di Massimo FANTINI e Gianluca PANNONE, per la preparazione del modello e infine Nicola MARRONE sempre al mio fianco per risolvere i problemi tecnici.

Il campionato si avvicina, mi sentivo pronto.

Durante il Warmup del mondiale, che si svolgeva un anno prima della competizione ufficiale, arrivai tra i 10 più forti ma sapevo che gareggiare nel campionato sarebbe stata tutta un’altra storia.

Durante la gara ebbi difficoltà a settare la macchina e risolvere qualche problema tecnico. La poca esperienza venne a galla e con essa anche la sorte. La gara si svolse durante un temporale estivo che abbasso drasticamente la temperatura delle gomme; riuscii a concludere la gara ma con una cadenza diversa rispetto ai giorni precedenti. Di volta in volta che perdevo il ritmo in gara, la concentrazione mi abbandonava e il problema delle gomme si faceva sempre più accentuato.

Nonostante il risultato è stata per me una bellissima esperienza che mi ha fatto capire la differenza tra un pilota con esperienza ed un campione, tra un pilota veloce ed un professionista, che compie la scelta giusta al momento giusto.