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Le Gobbe di Cammello

Con i cammelli ci cade un mito ! A tavola tra un discorso e l’altro veniamo a sapere che quello che ci hanno sempre detto da bambini non è vero.

Le Gobbe di Cammello

12 Settembre 2015

di Marco

Il capo cantiere, i soldati e gli impiegati di frontiera hanno tutti una cosa in comune, hanno la faccia da asiatici. Tre giorni di nave e per la prima volta iniziamo a percepire la vicinanza dell’Asia dell’est. Incroci tra occhi a mandorla e tratti russi danno forma a volti intriganti. Per noi che viaggiamo in bici, tutto cambia gradualmente. Immensi blocchi squadrati disegnano grossi palazzoni fatiscenti dal color sabbia. Privi di qualsiasi decorazione non vi è alcuna differenza tra loro se non i numeri che li identificano. Quello in alto, visibile da lontano, indica il quartiere, quello posto in basso una parte precisa della costruzione che può arrivare ad essere lunga svariate centinaia di metri. L’unico segno di ammodernamento sono le scatole bianche esterne che indicano la presenza di un condizionatore, così come bianche sono la maggior parte delle auto per contrastare al meglio il forte sole. Perfino alcuni semafori riflettono i resti del regime sovietico, sono quadrati. Il tondo, le curve, la bellezza dell’irregolarità, l’armonia non appartengono a questa città, benvenuti ad Aktau !

Aigerim e Bakhtiyar sono due fratelli da poco iscritti al sito Couch Surfing, siamo i loro primi ospiti e ci riserveranno una grande accoglienza. Lei, che ha fatto gli studi per diventare medico, oggi lavora come commerciale per una multinazionale farmaucetica. Lui, appassionato di lingue e storia, è passato dall’inglese e greco antico a lavorare per una delle grandi aziende petrolchimiche locali. Nonostante i compromessi che hanno dovuto accettare per «adattarsi» a questo sistema, il loro sogno di vivere in un Paese più rispettoso per l’uomo è ancora accesso e da qui la voglia di trasfersi a Strasburgo. Stanno imparando il francese e lui, che lo parla già meglio di me, l’ha appreso da solo dai libri.

L’acqua del rubinetto è quella del Caspio depurata. Per anni l’energia nucleare e’ stata utilizzata dall’industria di desalinizzazione, ma il Kazakhstan indipendente non sa che farsene delle scorie nucleari ed e’ passato cosi’ all’energia fossile (che ne facevano i russi dei rifiuti…..?). Intanto non possiamo comunque bere quest’acqua dall’odore strano. Con i ragazzi andiamo al supermercato a farne provviste. Qui i capelli lunghi e ricci e la barba sono caratteristiche assai rare e la gente mi ferma per chiedermi di fare una foto con loro. Ci troviamo nella città più cara del Kazakhstan e qui tutto è importato. Mi viene comunque da sorridere nel vedere nella corsia dei vini bottiglie di Lambrusco e Nero d’Avola vendute tra i 20 e 30 euro l’una.

Le bici scricchiolano e ondeggiano sotto il peso dei 20 litri d’acqua e delle riserve di cibo. Di un colpo il nostro carico è aumentato del 50%, sembra di andare col freno a mano tirato. Di Aktau ormai vedo solo dei piccoli cubi lontani, fuori non c’è nulla, siamo alle porte del deserto ! Ci scrutano con i loro occhioni, ci seguono con il lungo collo, muovono la bocca una volta a destra e una a sinistra, sembra stiano masticando un chewingum, che buffi ! Sono dromedari e cammelli che non tardano a fare la loro apparizione. Per chilomentri centinaia di pompe estraggono l’oro nero. I loro movimenti, lenti e regolari, fanno girare il mondo più veloce. Non le avevo mai viste dal vivo.

Le distanze e la frequenza dei villaggi è cambiata e servono 150km per raggiungere il primo paesino dove parenti di amici di amici di Aigerim e Bakhtiyar ci ospitano. Sul retro di casa ci tengono i cammelli così come in Europa abbiamo le mucche. Fa strano solo nel mio immaginario visto che prima di oggi ho osservato questi animali dalla platea di un circo. Lo chiamano Schubat, ci scoliamo un bel litro e mezzo di latte di cammello fermentato e recuperiamo tutte le energie della giornata. È la bevanda nazionale ed è considerato al pari della carne tanto che è nutriente. 6 litri di latte al giorno produce un cammello. Visto il prezzo a cui si vende (quasi 2,5 €/lt) 5lt vanno all’uomo e solo 1lt ai piccoli di cammello che vengono tenuti in ostaggio per far ritornare le mamme dopo il pascolo e liberati durante la mungitura per assolvere il compito di stimolare le mammelle. Cinque esemplari e hai già il tuo bel business.

Mentre gli uomini sono placidamente stesi a terra a fare nulla, nell’altra stanza c’è la moglie intenta a fare tutto il resto. Qui la donna non porta il velo, ma col matrimonio firma la fine della sua libertà o almeno del suo tempo libero. Per « tradizione » va ad abitare nella casa della famiglia di lui dove fratelli sorelle e genitori vivono tutti sotto lo stesso tetto. Sempre per tradizione è lei che ha il dovere di occuparsi dei bambini, lavorare, gestire l’orto, mungere i dromedari, pulire casa e prepare da mangiare per tutti. La suocerà è ben contenta della new entry alla quale passerà il testimone di « schiavetta tutto fare » e potrà finalmente anche lei non muovere più un dito in casa.

Con i cammelli ci cade un mito! A tavola tra un discorso e l’altro veniamo a sapere che quello che ci hanno sempre detto da bambini non è vero: nelle gobbe non c’è dell’acqua, ma riserve di grasso….è stato un po’ come scoprire che Babbo Natale non esiste !