BANCA CAPASSO ANTONIO S.p.A.
Sede Legale Piazza Termini, 1 81011 Alife (CE)
Tel. 0823 78 31 25 – Fax 0823 91 82 31
info@bancacapasso.it

Abbazia della Ferrara, la Banca Capasso si assume l’onere del restauro integrale dell’affresco

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Capasso Antonio, si è assunto l’onere del restauro integrale dell’affresco, effettuato con perizia e maestria dall’arch. Filomena Capriata di Alife.

Abbazia della Ferrara, la Banca Capasso si assume l’onere del restauro integrale dell’affresco

16 Marzo 2014

L’affresco si trova sulla parete meridionale della Cappella dello Spirito Santo di Malgerio Sorel, che  fa parte della diruta Abbazia della Ferrara in Vairano Patenora, ed ha particolare rilevanza storico, artistica e letteraria. Datato, stilisticamente e con analisi dei pigmenti, alla fine del XIII secolo, custodisce un importante ciclo religioso insieme con la raffigurazione del funerale di Malgerio Sorel, feudatario normanno e falconiere di Federico II di Svevia, che in tarda età donò i suoi feudi all’abbazia e si fece monaco.

La costruzione dell’Abbazia fu avviata nel 1171 sotto la supervisione del monaco cistercense Giovanni De Ferraris e nel 1179 risulta che fosse già abitata. La Ferrara è stata la prima badia cistercense ad essere costruita nel Regno di Napoli, importantissima perché vi sono transitati personaggi illustri del mondo religioso e laico. Tra il 1272 e il 1337 furono ospiti dell’Abbazia l’imperatore Federico II e il suo consigliere Pier delle Vigne. L’Abbazia accolse inoltre, oltre ai Cavalieri Teutonici, anche frate Pietro da Morrone, al secolo Pietro degli Angeleri, assurto al Soglio col nome di Celestino V.

L’affresco custodisce una rarissima raffigurazione del frate, che studiò per circa diciotto anni presso l’Abbazia, prima di essere ordinato sacerdote. Al valore artistico e storico dell’affresco si aggiunge quello  letterario, perché un raro ritmo gotico dipinto narra la vicenda di Malgerio.

Nei secoli successivi l’Abbazia conobbe, pian piano, un periodo di decadenza morale ed economica che sfociò in un primo momento nell’arresto di alcuni frati da parte dei soldati di re Carlo I d’Angiò, poi nella perdita di tutti i possedimenti e infine nella sua soppressione definitiva (1807). La disposizione planimetrica è quella tipica degli impianti cistercensi: un’ampia corte limitata dalle stalle e dalle celle, la chiesa principale a tre navate, con presbiterio culminante nel catino absidale e una cappella accessoria.

L’Abbazia si trova sulla Via Francigena del Sud e sul percorso della Ciclovia del Volturno. Nel mese di agosto del 2013 quaranta studenti veneziani della Facoltà di Architettura, guidati dal prof. Virginio Bettini (IUAV Venezia), in viaggio lungo la Francigena, hanno fatto tappa presso l’Abbazia per motivi di studio.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Capasso Antonio, con delibera consiliare del 24 febbraio 2010, considerando l’importanza del ciclo pittorico, dal punto di vista artistico, storico e letterario, su impulso del Presidente del Centro Studi sul Medioevo di Terra di lavoro, avv. Domenico Caiazza, si è assunto l’onere del restauro integrale dell’affresco, effettuato con perizia e maestria dall’arch. Filomena Capriata di Alife.

Rimangono, purtroppo, sino ad oggi inascoltati gli appelli rivolti dagli storici e dagli abitanti di Vairano Patenora al mondo della cultura e della spiritualità, nonché agli enti istituzionali, affinché all’Abbazia della Ferrara venga ridato l’antico lustro e si provveda all’opera di consolidamento e restauro delle strutture.

 

Le fasi del restauro integrale dell’affresco

 

Abbazia della Ferrara oggi (foto Michele Menditto)

tag

Allegati